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Una guida per acquistare abiti in modo consapevole

L’attuale crisi economica e finanziaria che si protrae ormai da diversi anni ha colpito gravemente i cittadini ed in particolare le famiglie. Una situazione che è andata progressivamente peggiorando, soprattutto per le famiglie a reddito fisso, che hanno conosciuto una contrazione sempre più marcata del proprio potere di acquisto.

La realtà, infatti, è che oggi una famiglia su tre non riesce a far fronte alle esigenze essenziali. Molto spesso inoltre le famiglie sono sprovviste delle necessarie informazioni e degli strumenti per affrontare la situazione di difficoltà in cui si trovano.
Lo scopo di questa guida, realizzata dalle associazioni Adoc, Adusbef, Asso-consum, Federconsumatori e Movimento Consumatori, nell’ambito del progetto “Salva Famiglie”, è proprio quello di fornire ai consumatori le informazioni e gli strumenti utili ad aumentare la loro consapevolezza riguardo ai propri diritti ed agli strumenti di tutela di cui dispongono, ed essere così un valido contributo per orientare scelte e consumi in tempo di crisi.

CHE COS’È UN CAPO DI ABBIGLIAMENTO TESSILE

Un capo di abbigliamento tessile si identica con: “tutti i prodotti che, allo stato grezzo, di semilavorati, lavorati, semimanufatti, manufatti, semiconfezionati o confezionati, sono esclusivamente composti di fibre tessili, qualunque sia il procedimento di mischia o di unione utilizzato”. Regolamento (EU) n°1007/2011 del Parlamento Europeo e del Consiglio, Europeo.

Ma al di là della definizione di legge, dobbiamo ricordare che un capo di abbigliamento è un prodotto tessile che indossiamo e che ci protegge dai pericoli dell’ambiente e, in primo luogo, dagli agenti atmosferici. Ciascun articolo d’abbigliamento, tuttavia, ha anche un significato culturale e sociale, ci rappresenta, come un involucro con cui ci rapportiamo alle persone intorno a noi.

Nel corso del tempo i produttori di capi di abbigliamento tessile hanno sviluppato una gamma sterminata di prodotti; soluzioni di abbigliamento capaci di rispondere ai bisogni pratici e quindi a vestirci, in modo adeguato, in tutte le situazioni, creando prodotti specifici per ogni circostanza della nostra vita, ampliando a dismisura le tipologie dei capi di abbigliamento, dagli indumenti intimi fino agli articoli protettivi destinati ad usi specifici.

Ma è bene non perdere mai di vista la funzione primaria di un capo di abbigliamento, la protezione del nostro corpo, rispetto alle funzioni secondarie che, spesso, sono alla base delle nostre scelte di acquisto.

Ed è bene applicare questo principio ad ogni capo di abbigliamento tessile, ovvero a tutto quello che indossiamo, che merita altra considerazione rispetto a quella serie di oggetti

che portiamo, anziché indossarli, che si qualificano come accessori.
Per capire un capo tessile, devi sapere che attualmente la normativa europea (Regolamento UE n° 1007/2011 Regolamento Delegato UE n°286/2012) riconosce 49 fibre che possono essere divise in due importanti gruppi:

  • Le fibre tessili naturali: cotone, lana, seta e lino, sono certamente le più importanti e anche le più antiche
  • Le fibre tessili artificiali e sintetiche: sono il frutto della tecnologia dall’inizio del ‘900 ai giorni nostri e comprendono fibre ottenute da prodotti naturali con processi di rigenerazione delle materie prime o processi di modificazione delle sostanze di base “artificiali”; e fibre ottenute per reazione di polimerizzazione dell’elemento di base detto “monomero”; costituendo così un prodotto non esistente in natura, ma, per l’appunto, completamente da sintesi chimica “sintetiche”.

 

Innovazione e sostenibilità - Ares2.0

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