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Il sistema termale e del benessere

Il sistema termale, trainato da un rilevante processo di ridefinizione del suo posizionamento di mercato da una funzione strettamente curativa ad un profilo di offerta più articolato, in cui si associa il più generale servizio turistico con quello del benessere, sta assumendo sempre maggior interesse per l’economia riconducibile al servizio industriale di lavanolo.

Questo cambiamento di pelle dell’industria termale ha spinto infatti sempre più imprese del settore ad affidare a soggetti specializzati il servizi di gestione dell’intera attività che ruota attorno alla sanificazione e ricondizionamento dei materiali tessili e non solo, per concentrare le risorse interne sugli obiettivi principali della loro attività: l’ospitalità e lo sviluppo di servizi per il benessere.

Entrando nel merito dell’attività svolte per il settore termale e del benessere, il bouquet dei servizi richiesti si allinea abbastanza a quello previsto per gli altri comparti del turismo: lavaggio, ricondizionamento, sanificazione, stiro e ripiegatura di materiali tessili di proprietà diretta delle aziende termali clienti o di proprietà della lavanderia che in questo caso sono dati in comodato d’uso ai clienti, configurando il servizio di cosiddetto “lavanolo”.

Inoltre, va ricordato che accanto alla domanda specifica, le aziende termali e del benessere alimentano anche una domanda di servizi da tavola, letto e per le altre esigenze di soggiorno della clientela residenziale.

Il ciclo produttivo tipico nel settore del benessere termale può quindi essere suddiviso in tre fasi principali:

  1. ricevimento della merce: esame della natura dei tessuti e della biancheria, con controllo della qualità dei capi, raggruppamento in categorie omogenee, abbinamento di ciascun lotto di articoli con il codice di trattamento chimico e fisico cui assoggettare la merce nel corso della lavorazione;
  2. trattamenti meccanici, chimici e termici: avvengono in apparecchiature di trattamento, in continuo o discontinuo, in larga parte computerizzate;
  3. stiratura e confezionamento: essiccamento, scarico della biancheria, controllo integrità dei capi e qualità del finissaggio chimico, stiratura, piegatura e confezionamento.

Sul fronte dei materiali oggetto del servizio, il sistema termale normalmente prevede un kit per il soggiorno che comprende accappatoio e telo generalmente in spugna a cui si aggiungono diverse tipologie di lenzuola per lettini, teli ed asciugamani che accompagnano tutti i trattamenti per garantire il massimo comfort al turista che effettua le prestazioni.

Minimo invece è il servizio di sterilizzazione dei dispositivi medicali in quanto per la parte a contatto con il paziente che effettua il trattamento (boccagli, mascherine ecc) si utilizzano quasi sempre materiali usa e getta, e per le componenti riutilizzabili si accede ad un servizio interno di autoclave spesso collegato in automatico con gli stessi macchinari.

Lavaggio e lavanolo, rappresentano le due modalità tipiche di erogazione del servizio nel comparto termale, al pari di quanto accade in altri contesti del turismo come pure in altri settori differenti. Queste due modalità di offerta introducono importanti differenze nel rapporto con il cliente e nella struttura organizzativa interna.

A questo proposito, come ben descrivono gli imprenditori intervistati, l’approvvigionamento a monte dei tessuti, l’esigenza di uno stock di biancheria capace di garantire una corretta e tempestiva erogazione del servizio anche nelle fasi di forte oscillazione della domanda1, e la sempre più estesa richiesta di personalizzazione impone: di applicare tariffe superiori a quelle del solo ricondizionamento almeno del 30‐ 40% fino ad arrivare in alcuni casi in funzione della tipologia dei capi richiesti fino al 50%; nonché di prevedere contratti in cui la durata, l’intensità del servizio e le garanzie (ad esempio imponendo un ciclo di lavaggio di almeno una volta e mezzo al mese per tutti i tessuti per un periodo minimo previsto ed introducendo nel caso della biancheria personalizzata una clausola di riacquisto di capi nel caso dell’interruzione della fornitura) devono essere sufficienti a coprire l’impegno finanziario/organizzativo necessario per offrire il servizio di noleggio.

Le differenze di prezzo applicato al cliente sono evidenti anche in ragione della necessità di copertura dai furti, fenomeno cresciuto notevolmente negli ultimo anni sia per effetto di un allargamento dell’interesse del servizio verso soggetti sempre meno fidelizzati, sia per effetto di un cambiamento organizzativo interno (ad esempio l’introduzione delle cooperative di pulizia e la rinuncia alla figura della guardarobiera) che ha inciso sulla capacità di controllo. Nell’esperienza delle imprese specializzate sul settore termale/turistico è sempre più diffusa la situazione per cui in sei mesi lo stock di fornitura diminuisce del 40‐50%.

In questa ricostruzione dell’attività di lavanolo verso il settore termale un altro elemento che introduce ad esigenza specifica sul fronte gestionale/organizzativo è quello di un utilizzo diffuso della spugna che si differenzia dagli altri tessuti per i volumi che sviluppa sia nelle fasi del ciclo di ricondizionamento che nelle fasi della logistica e trasporto.

Infine, sempre l’uso della spugna è alla base di un maggior rischio di vera e propria concorrenza sleale che impone una particolare attenzione al rapporto con il mercato, in quanto si tratta di un materiale che anche se trattato in modo tradizionale non restituisce differenze importanti rispetto alla qualità visiva del prodotto trattato industrialmente che però è il solo metodo che garantisce anche la completa sanificazione.

Per questa ragione, chi opera in modo specialistico nel settore termale è maggiormente soggetto a fenomeni di concorrenza da parte di fornitori con minore capacità industriale che non garantiscono la qualità igienica più avanzata ma proprio per questo riescono ad offrire un abbattimento del costo. Si alimenta così un mercato pseudocompetitivo ai limiti della concorrenza sleale dove piccoli fornitori a carattere più artigianale possono spiazzare l’apparato industriale abbattendo i costi ma andando a scapito della qualità e dell’igiene. Inoltre, queste piccole strutture finiscono spesso per trovarsi in difficoltà soprattutto nelle fasi di picco tanto da ricorrere molto spesso al subappalto, determinando un allargamento del mercato verso soggetti ancora meno controllabili sul piano della qualità e dell’igiene. Tra di essi prevale oggi una nuova imprenditoria etnica che

appare in grado di abbattere ulteriormente i costi facendo leva su una struttura produttiva e occupazionale più o meno “sommersa”.

Innovazione e sostenibilità - Ares2.0

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