Per una moda responsabile

La RSI nel settore tessile e abbigliamento in Italia

La fine del primo decennio del nuovo secolo si è chiusa con una crisi le cui conseguenze hanno determinato cambiamenti radicali, in un sistema economico internazionale già in forte mutamento per effetto del ben noto processo di liberalizzazione e globalizzazione dei mercati.

In questo nuovo scenario, si assiste ad una intensificazione della concorrenza che si associa ad una minore accessibilità non solo alle risorse finanziarie ma anche alle materie prime, e queste condizioni hanno accresciuto la centralità competitiva del capitale umano, dell’innovazione tecnologica e dell’efficientamento nell’utilizzo delle risorse. Inoltre, l’impatto della crisi, all’interno di una fase storica d’integrazione dei mercati e di nuova geografia della concorrenza, ha reso necessario il contenimento di quei fenomeni – sempre meno sostenibili – di distorsione nella distribuzione dei redditi, attraverso politiche di inclusione sociale, lotta alla povertà, rispetto dei diritti umani, del lavoro e dell’ambiente.

Possiamo quindi affermare che il processo di globalizzazione e la crisi economica e finanziaria hanno contribuito a far maturare con sempre più forza l’idea che la sopravvivenza e lo sviluppo futuro presuppongano l’equilibrio e la compatibilità tra tre fondamentali aspetti: il conseguimento di risultati economici, le implicazioni sociali, e gli impatti ambientali.

Le aziende sono ovviamente protagoniste fondamentali della concreta attuazione di questo modello di sviluppo, che trova una sua sintesi nel concetto di sostenibilità. Ed in questa prospettiva, assolvere alla funzione di creazione di valore significa anche adottare un comportamento socialmente responsabile monitorando e rispondendo alle aspettative economiche, ambientali e sociali di tutti gli stakeholder. In questa visione, tutti i soggetti che condizionano o sono condizionati dall’attività di un’azienda sia direttamente, a causa dei loro investimenti specifici, che indirettamente, per i possibili effetti esterni positivi o negativi della conduzione dell’impresa, assumono un ruolo attivo sul suo agire (Freeman, 1984). In altre parole, l’iniziativa imprenditoriale diventa il risultato di un’azione strutturata e congiunta lungo tre dimensioni: quella economica, della capacità di creare ricchezza e di mantenere una posizione competitiva; quella sociale, della capacità di misurarsi con gli effetti sulla comunità e sul contesto sociale in cui opera; quella ambientale, ossia, dell’impatto sul pianeta dei processi aziendali.

La sostenibilità può essere quindi elevata a paradigma di business e le aziende sono chiamate a rispettare il modello del Triple bottom line (Elkington, 1997), o modello delle “Tre P”: devono cioè essere in grado di raggiungere il profitto (Profit) rispettando l’ambiente (Planet) e le persone (People).

Per una moda responsabile

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