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L’Osservatorio sul settore delle lavanderie industriali offre, per la prima volta, un quadro informativo, organico e coerente sulle principali variabili economiche che descrivono il settore. Oltre che su una esaustiva raccolta delle fonti informative pubbliche disponibili, l’Osservatorio si basa:

  • su un’indagine svolta presso un campione non probabilistico di imprese del settore che ha anche gettato le basi per un monitoraggio continuativo delle tendenze del mercato e dei comportamenti delle imprese;
  • su una Banca Dati di bilanci aziendali di oltre 150 imprese che contano per più della metà del fatturato stimato del settore.

Un primo risultato dell’Osservatorio è una revisione verso l’alto della stima del giro d’affari del settore rispetto a quelle finora disponibili. L’incrocio di informazioni quantitative, quali il numero degli addetti, il fatturato per addetto e la spesa in servizi di lavanderia dei principali settori clienti, ha infatti permesso di rilevare che il settore delle lavanderie industriali, con circa 600 imprese e un’occupazione complessiva di 15mila addetti, realizza un fatturato di 1,3 miliardi di Euro. Il fatturato per addetto è pari quindi a circa 87mila Euro. I due mercati di maggior dimensione sono il settore sanitario assistenziale (630milioni di Euro) e il settore turistico alberghiero (500mln di Euro, il dato non comprende i servizi per le imprese di ristorazione). I servizi di lavaggio e ricondizionamento degli abiti da lavoro, con un fatturato di circa 150mln di Euro, rappresentano invece il mercato con le più consistenti potenzialità di crescita.

Un secondo risultato è la conferma del contributo alla crescita dell’occupazione che il settore ha fornito nel corso di tutti gli anni ’90, una tendenza positiva che non ha ancora esaurito i suoi effetti. I confronti tra i due Censimenti mostrano che nei 10 anni fino al 2001 l’occupazione del settore è cresciuta del 9% (+1.240 addetti). La crescita dell’occupazione e, più in generale, del volume dei servizi/prodotti venduti dalle imprese del settore è il frutto:

  • della crescita del settore turistico e della spesa sanitaria, che ha trascinato con sè anche l’aumento dei servizi di lavanderia di questi due settori;
  • di fenomeni di fondo, sui quali si tornerà più oltre, che riguardano sia i comportamenti di spesa dei clienti sia la composizione dei servizi/prodotti venduti dalle imprese.

I dati sull’occupazione offrono ulteriori spunti di riflessione. In primo luogo, si tratta di un settore ad elevatissima presenza femminile: sul totale di circa 15mila addetti le donne sono il 65%. Alla presenza femminile particolarmente elevata si associa una altrettanto forte caratterizzazione della condizione professionale. Gli occupati appartengono quasi esclusivamente alla categoria dei dipendenti (pari al 93% del totale degli addetti).

In dieci anni la geografia del settore è cambiata. La parte più consistente dell’attività (con la metà degli addetti) si trova ancora in unità produttive localizzate nelle regioni del Nord del Paese, ma la quota di addetti localizzata al Centro e nelle regioni del Sud è cresciuta significativamente. La diffusione territoriale del settore è stata trainata dall’importanza della prossimità geografica ai clienti e dalle tendenze all’aumento della spesa sanitaria e turistica nelle regioni centro-meridionali. Per le imprese del settore la localizzazione geografica è del resto un fattore competitivo molto importante. L’indagine svolta dall’Osservatorio mostra infatti che oltre l’80% delle imprese ritiene la prossimità geografica determinante nel rapporto con i clienti.

L’analisi dei dati ha inoltre messo in luce il processo di trasformazione verso forme organizzative strutturate e di maggior dimensione che in questi dieci anni il settore delle lavanderie industriali ha realizzato. La crescita dell’occupazione è stata accompagnata da una generale stabilità del numero di imprese. Ciò ha comportato un consolidamento e innalzamento della dimensione media delle imprese che nel 2001 è stata di 26 addetti. Questa media è il risultato di una struttura del settore in cui la diffusa presenza di micro e piccole aziende fa da contorno ad un nucleo di imprese solidamente strutturate che rappresentano il baricentro del settore. Il consolidamento dimensionale delle imprese è il portato di quelle stesse tendenze di fondo che hanno consentito al settore di crescere nel suo complesso a partire dagli anni ’90 e a cui si è già fatto cenno. Le tendenze di fondo che hanno modificato la struttura e accelerato la crescita della domanda sono state due:

  • la crescita del tasso di penetrazione dei servizi professionali di lavanderia sul totale del fabbisogno di servizi di lavanderia o, in altri termini, l’aumento della quota di servizi di lavanderia grazie all’esternalizzazione (outsourcing) da parte dei committenti di alcuni processi, altrimenti realizzati internamente o affidati alle famiglie dei propri dipendenti (ad esempio, per quanto riguarda il lavaggio degli abiti da lavoro);
  • l’ampliamento della gamma di servizi e di prodotti offerti in aggiunta a quelli tradizionali di lavanderia. L’attività più tradizionale delle lavanderie industriali consiste nel lavaggio, ricondizionamento e/o sterilizzazione di materiali tessili. Oggi, tuttavia, sono poche le imprese (il 6,5%, poco più di una su venti) che offrono esclusivamente questo tipo di servizio.

L’evoluzione del mercato ha reso più sofisticato anche il rapporto con i clienti, trasformandolo da semplice subfornitura di un servizio nell’offerta di una gamma di soluzioni caratterizzata da un maggior apporto progettuale e propositivo da parte delle imprese fornitrici, le quali gestiscono un portafoglio clienti che ne comprende generalmente tra i 100 e i 1.000.

Questo processo di trasformazione non sembra essersi esaurito; il mercato delle lavanderie industriali continua a presentarsi in evoluzione e le imprese sono ancora impegnate ad adeguarsi ai cambiamenti in corso come rivela tra l’altro la loro tendenza ad investire oggi più che in passato.

Nei prossimi anni un’evoluzione particolarmente rapida è attesa nel mercato del lavaggio e ricondizionamento di abiti da lavoro e materiali tessili utilizzati nelle attività manifatturiere, del commercio e dei servizi, come conseguenza della crescente attenzione alla sicurezza dei processi produttivi (soprattutto in settori come quello alimentare) e alla riduzione dell’impatto sull’ambiente di tutti gli aspetti legati alle attività economiche inclusi, quindi, anche i lavaggi di materiali tessili inquinati.

Innovazione e sostenibilità - Ares2.0

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