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L’OCCUPAZIONE NELLE IMPRESE DEL SISTEMA INDUSTRIALE INTEGRATO DI BENI E SERVIZI TESSILI E MEDICI AFFINI:

 Sulle orme dei precedenti rapporti promossi e pubblicati dall’Osservatorio EBLI, dal 2006 impegnato in attività di ricerca finalizzata ad approfondire i principali temi di interesse del settore del ricondizionamento e noleggio di dispositivi tessili e medici affini, all’indagine che verrà sviluppata nelle prossime pagine è stato affidato il compito di ricostruire l’occupazione nel settore sul piano della sua consistenza e struttura e sul piano più qualitativo delle condizioni di lavoro.

Si tratta di un obiettivo di indagine che ha assunto una particolare rilevanza in quanto si inquadra all’interno di un perimetro settoriale in continua evoluzione sia in termini di opportunità tecnologiche ed organizzative che in termini di tipologia di clienti e servizi che sono affidati alle imprese del settore.

E’ indubbio che all’interno di questo scenario, caratterizzato da una rilevante dinamicità, il lavoro – rispetto alle nuove esigenze di conoscenza, cultura aziendale e partecipazione – diventa in modo sempre più chiaro quella variabile discriminante su cui costruire il vantaggio competitivo di quelle imprese che all’interno del proprio piano strategico interpretano il cambiamento come opportunità di sviluppo.

Sono quelli descritti, i presupposti su cui è stato condotto uno studio che si compone di due macro livelli di indagine:

– il primo è finalizzato alla ricostruzione della consistenza e struttura della forza lavoro. In questa prospettiva, nella prima parte del rapporto e combinando una metodologia desk con un’indagine di campo, è stata prima scattata una fotografia del settore per quel che attiene dimensione occupazionale e assetto produttivo, con uno sguardo all’evoluzione nell’ultimo decennio, e poi, a completamento di questi dati di consistenza è stato descritto l’attuale assetto occupazionale attraverso 11 variabili (genere, età, titolo di studio, nazionalità, categoria professionale, tipologia contrattuale, livello di stabilità della posizione lavorativa, orario di lavoro, posizioni disagiate, livello retributivo, macro area di operatività).

– il secondo è basato su una metodologia field, ed è finalizzato a conoscere attraverso gli stessi lavoratori, le condizioni percepite di competenza, benessere e sicurezza, nonché la percezione relativamente alle criticità e ai punti di forza del sistema, rispetto ad un obiettivo di valorizzazione del lavoro in una prospettiva di miglioramento del livello di efficienza e produttività dell’impresa.

Per sviluppare questi macro ambiti tematici, si è scelto di procedere seguendo diverse metodologie.

Nel dettaglio, per la parte di indagine finalizzata a descrivere la consistenza del settore è stata utilizzata una metodologia di elaborazione statistica dei dati istituzionali di fonte Istat e Camere di Commercio. A questo riguardo, come riportato anche nel secondo capitolo di questo rapporto, i numeri su imprese e lavoratori sono stati elaborati partendo dall’anagrafe delle imprese che al 2010 erano operative almeno da sei mesi su attività inquadrate all’interno del codice 96.01.1 dell’ATECO 2007. Su questo perimetro è stato possibile studiare, la distribuzione delle imprese e dell’occupazione per classe dimensionale dell’unità produttiva e numero di anni di attività, inquadramento amministrativo dell’impresa e inquadramento contrattuale del lavoratore. Inoltre, le caratteristiche censuarie delle fonti utilizzate hanno offerto la possibilità di una rappresentazione del settore in una serie storica lunga che parte dal censimento del 1991 per arrivare al 2010.

E’ invece un approccio così detto di campo quello utilizzato per l’approfondimento sulla struttura della forza e sulle condizioni di lavoro. La scelta del modello è stata affidata a Giorgio Alleva (Direttore del Dipartimento studi geoeconomici, linguistici, statistici dell’università Sapienza di Roma) e Piero Falorsi (Capo della Direzione centrale per le tecnologie e il supporto metodologico dell’ISTAT). Senza entrare in questa introduzione nel merito del disegno tecnico che sarà oggetto del capitolo 3 del rapporto, tra le diverse opzioni metodologhe disponibili è stata fatta la scelta di un disegno di campionamento a due stadi di selezione, stratificato al primo stadio (Cochran, 1977), in cui le unità di primo stadio sono le imprese e le unità di secondo stadio sono i dipendenti.

Seguendo questo schema, e circoscrivendo il focus di analisi alle imprese più strutturate e amministrativamente inquadrate nell’industria (176 imprese e poco più di 13 mila addetti), il campione a cui sono stati somministrati i questionari è composto da 620 lavoratori e 26 imprese, ossia, il 15% delle imprese ed il 5% degli addetti nell’universo oggetto della nostra indagine. Una dimensione campionaria che rispetto alla metodologia scelta da solida garanzia di un errore di stima statisticamente tollerabile e che, merita evidenziare, ha superato l’obiettivo iniziale di 500 dipendenti e 25 imprese.

L’occupazione nel sistema industriale di beni e servizi tessili e medici

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