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L’emergenza sanitaria che nel giro di pochi mesi si è trasformata in una pandemia globale, ha travolto il mondo con conseguenze ancora difficilmente prevedibili in termini umanitari, sociali ed economici. La rapida crescita dell’epidemia su scala globale e le sue gravi conseguenze, hanno imposto a tutti i governi interventi urgenti per limitare i danni dal punto di vista sanitario, introducendo norme di distanziamento fisico e portando alla chiusura temporanea di tutte quelle attività economiche non essenziali. In tutto il mondo, con gradi di intensità differenziati, le misure adottate hanno portato alla definizione di protocolli di sicurezza, alle restrizioni sulla mobilità individuale, alla chiusura dei confini, di interi settori produttivi e all’incentivazione di forme di smart working.

Questi elementi hanno messo in moto una gravissima crisi economica che sta avendo pesanti ripercussioni non solo sul lato produttivo, ma anche sul sistema sociale, sul sistema del welfare e sui conti pubblici. Si tratta di una situazione che, come sottolineato da alcuni economisti (Caracciolo et Al. 2020), vede diversi canali di trasmissione dello shock sanitario ai settori produttivi. Ci riferiamo a una forte mortalità d’impresa; alle conseguenti perdite occupazionali dovute agli interventi pubblici in materia di distanziamento fisico e lockdown; al calo dei consumi e degli investimenti dovuto a un aumento dell’incertezza; alla conseguente contrazione nei tassi di natalità delle aziende; al rischio connesso a un processo di de-globalizzazione a causa del calo del commercio mondiale e della distruzione delle catene globali del valore; alla possibilità che si manifestino effetti di isteresi tali da mettere a rischio il recupero delle perdite subite.

In questo quadro la Lombardia, contesto di grande rilevanza europea per quanto attiene alla portata del suo sistema manifatturiero, risulta essere una delle regioni del vecchio continente più colpite dalla pandemia. Perciò, ragionare sulle conseguenze dell’emergenza sanitaria e su quali strategie adottare per riattivare il tessuto produttivo di uno dei cosiddetti “Quattro Motori d’Europa” è certamente di grande interesse non solo a livello locale.

Partendo da una ricostruzione del sistema produttivo lombardo e delle sue dinamiche evolutive all’interno dello scenario globale, precedenti l’emergenza sanitaria, con un focus prevalente sui settori chimico-farmaceutico, gomma-plastica e filiera moda, proveremo ad analizzare i principali effetti delle politiche di contenimento del Covid19, immaginando possibili strategie per il rilancio del sistema economico e sociale nel suo complesso.

In quest’ottica il lavoro che proponiamo si struttura su cinque capitoli che consentono di leggere i fenomeni in corso in chiave evolutiva. Il primo capitolo si concentra sul racconto dell’economia lombarda e del contributo dei settori oggetto del nostro approfondimento nel contesto regionale e nell’ambito dell’economia italiana. Il secondo capitolo ricostruisce le principali dinamiche di cambiamento in corso e sintetizza le sfide che i tre settori stavano affrontando prima dell’emergenza sanitaria. Il terzo capitolo affronta le implicazioni emerse a seguito delle politiche di distanziamento. Il quarto capitolo, invece, restituisce il quadro degli strumenti attualmente a disposizione delle istituzioni, delle imprese e dei lavoratori per far fronte alle criticità emerse in questa difficile fase. Infine, l’ultima parte del lavoro è dedicata a mettere in fila tutte quelle indicazioni di policy che possono giocare un ruolo chiave per dar vita a un progetto di rilancio, non solo economico, del contesto lombardo.

Si tratta di un lavoro che nasce in ambito sindacale, ma che ovviamente si rivolge a una platea ben più ampia, in quanto in una fase così complicata l’organizzazione di rappresentanza del mondo del lavoro non può rimanere ferma a guardare il mondo in transizione, ma vuole giocare un ruolo di soggetto attivo nella fase di ricostruzione. L’obiettivo di questo lavoro, infine, non è quello di esercitarci in previsioni destinate inevitabilmente ad essere smentite data la rapidità dell’evoluzione della situazione in corso, quanto quello di concentrarci sui diversi punti di criticità e sul fornire alcuni spunti di riflessione che possono diventare parte integrante di una piattaforma di rivendicazioni sindacali e di un piano di policy atto a dare nuovo slancio all’economia lombarda ponendo attenzione anche al piano sociale, culturale e ambientale.

La Lombardia dopo il COVID 19. Un progetto per tornare a crescere.

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