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La diffusione delle forme di lavoro atipico e delle attività sommerse nel settore del terziario avanzato

Gli obiettivi della ricerca sono stati indirizzati ad approfondire l’insieme delle tematiche inerenti le principali criticità e le irregolarità che contraddistinguono i rapporti di lavoro all’interno dei differenti comparti del terziario avanzato. Le finalità principali dell’indagine di campo sugli addetti occupati nel settore si ponevano, infatti, l’obiettivo di rilevare ed analizzare gli aspetti più importanti e gli elementi che contraddistinguono i percorsi professionali dei lavoratori del terziario avanzato nei diversi contesti professionali ed occupazionali in cui sono presenti. E’ risultato perciò di primaria importanza in primo luogo circoscrivere e definire il campo di indagine oggetto di analisi, al fine di precisare contenuti, strumenti e metodologie con cui procedere nel corso dell’attività di ricerca. Il terziario avanzato è un macro-aggregato settoriale con una molteplicità di attività non sempre definite e codificate per cui è oggettivamente arduo realizzare una classificazione di tipo onnicomprensivo in grado di rappresentare l’intero universo del terziario avanzato.

Si è ritenuto opportuno di tener conto della classificazione operata dall’ISTAT che, per la rilevazione continua sulle forze di lavoro (RCFL), suddivide in sette distinti comparti l’intero settore del terziario avanzato: Informatica e attività connesse; Ricerca e sviluppo; Telecomunicazioni; Studi di consulenza economica, giuridica, amministrativa, commerciale; ricerca, selezione del personale, pubblicità e marketing; Studi di consulenza tecnica; Call Center; Formazione. Le forti analogie e le attinenze esistenti tra le attività relative al ramo della Ricerca e Sviluppo e della Formazione hanno indotto inoltre ad accorpare in un’unica categoria di analisi i due comparti.

L’indagine ha interessato sei aree metropolitane e specificatamente: Area di Milano; Area di Torino; Area di Bologna; Area di Roma; Area di Napoli; Area di Bari. Complessivamente sono state realizzate 4.000 interviste.

Per la suddivisione del campione si è optato per l’ipotesi di calibrare la numerosità del campione in ognuna delle aree oggetto di indagine in riferimento all’entità della presenza di addetti occupati nel terziario avanzato in ciascuna area.

L’insieme delle interviste sono state inoltre suddivise in base alle diverse forme di lavoro e modalità contrattuali in due grandi gruppi: gli addetti occupati con contratti di lavoro standard (a tempo indeterminato) e gli occupati con contratti di lavoro di tipo atipico e flessibile (tempo determinato, contratti a progetto, collaborazioni professionali, partite IVA, lavoro interinale ecc.).

Le altre variabili di definizione del campione, in ciascuna delle aree considerate, sono state: i diversi comparti in cui si articola l’intero settore del terziario avanzato; il genere dei soggetti contattati; l’età degli intervistati.

Il questionario utilizzato per la rilevazione è di tipo strutturato, costituito prevalentemente da domande chiuse con una parte comune diretta a tutti gli intervistati e due sezioni distinte destinate rispettivamente ai lavoratori occupati con contratti e modalità standard e agli occupati flessibili/irregolari con contratti atipici.

Le domande del questionario sono state finalizzate a:

  • acquisire notizie ed informazioni sui percorsi lavorativi e professionali degli addetti occupati nei diversi comparti del terziario avanzato, con particolare attenzione a cogliere l’esistenza di condizioni di lavoro riconducibili ad attività di tipo irregolare e/o sommerso;
  • rilevare la soddisfazione e le criticità del proprio lavoro in merito ai diversi aspetti (ambiente lavorativo, organizzazione del lavoro, mansioni svolte e sviluppo competenze, retribuzione, tutele, prospettive e sicurezza del lavoro etc.);
  • verificare il livello di conoscenza dell’organizzazione nella quale si lavora sia per gli aspetti interni sia per la sua strategia di collocazione nel mercato e le conseguenti valutazioni;
  • raccogliere le opinioni degli intervistati in merito al lavoro irregolare – proprio e/o percepito – e sulle possibili misure di contrasto da attivare per ridurre il fenomeno. 
Va evidenziato, infine, che la rilevazione ha presentato diverse difficoltà :
  • nel reperimento dei soggetti con le caratteristiche richieste;
  • nella illustrazione di alcune parti del questionario che hanno richiesto spiegazioni dettagliate;
  • per la diffidenza dimostrata da molte delle persone contattate in relazione all’oggetto specifico della ricerca.

I contatti effettuati sono stati più di diecimila.

I dati raccolti nel corso dell’indagine di campo sono stati imputati in un sistema informativo in formato SPSS ed elaborati con statistiche di primo e secondo livello finalizzate alla realizzazione del report di ricerca finale.

Sui dati rilevati è stata effettuata una ponderazione all’interno di ciascuna area secondo le principali variabili di campionamento, quali il settore di appartenenza ed il tipo di contratto distinto in standard e flessibile.

La diffusione delle forme di lavoro atipico e delle attività sommerse nel settore del terziario avanzato

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