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Indagine sulla bilateralità in Lombardia: un approfondimento nel settore artigiano

Come abbiamo visto l’esperienza degli enti bilaterali in Italia si è sviluppata nel tempo al fine di rendere più effettiva la rappresentanza dei lavoratori e di arginare la riduzione della spesa pubblica in tema di welfare all’interno di un processo pluridimensionale di decentramento dallo stato alle parti sociali. Un lungo cammino che si colloca a metà tra la riforma dei sistemi di welfare e quella delle relazioni industriali.

Gli enti bilaterali, infatti, oltre a rappresentare un pilastro importante nel passaggio dallo stato sociale alla società del welfare, costituiscono una modalità nuova di relazioni industriali. Si tratta, infatti, di organismi di natura contrattuale che attraverso l’impegno diretto delle parti sociali e un successivo sostegno legislativo, provano a trovare soluzioni condivise ai diversi problemi, favorendo il confronto e il reciproco riconoscimento tra le organizzazioni datoriali e sindacali. Un’esperienza che non nega lo strutturale conflitto capitale-lavoro, ma che lo rappresenta all’interno di sedi di confronto stabili e istituzionalizzate al fine di provvedere alla soluzione condivisa di alcuni problemi di interesse generale.

Alla luce di questo articolato quadro, questo capitolo vuole scendere in profondità nell’analisi del fenomeno della bilateralità, definendo i concetti chiave, ricostruendo le tappe storiche che hanno portato alla nascita degli enti bilaterali e descrivendo i diversi ambiti di intervento di questi organismi.

Indagine sulla bilateralità in Lombardia: un approfondimento nel settore artigiano

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