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Il volume presenta i risultati di una ricerca finalizzata a ricostruire un quadro conoscitivo del lavoro sommerso e irregolare degli stranieri in Italia. La ricerca si pone in continuità con quanto fino ad ora realizzato dall’Isfol sul tema, con particolare riferimento alla realizzazione di analisi e indagini di campo finalizzate ad approfondire la conoscenza sul fenomeno del lavoro nero e irregolare, evidenziandone caratteristiche, cause e dinamiche, nonché strumenti di politica attiva del lavoro eventualmente adottati nei diversi territori da parte dei soggetti istituzionali e degli attori sociali.

L’attenzione dell’Isfol ha sempre tenuto in considerazione sia le indicazioni dell’Unione Europea che ha più volte evidenziato (cfr. Risoluzione del Parlamento europeo del 9 ottobre 2008 sul rafforzamento della lotta al lavoro sommerso, Comunicazione della Commissione al Consiglio, al Parlamento europeo, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni, Rafforzare la lotta al lavoro sommerso, COM 628 del 24 ottobre 2007) l’importanza di rafforzare le azioni di contrasto al fenomeno, approfondendone la conoscenza, sia le analisi condotte a livello comunitario che hanno ribadito l’importanza di tenere sotto osservazione il fenomeno, con particolare riferimento anche alle nuove forme di irregolarità.

Seguendo queste indicazioni, l’attività di conoscenza del fenomeno condotta dall’Isfol, avviata già dal 2004, si è sviluppata su due filoni paralleli e strettamente connessi, che possono considerarsi parti integranti di un unico progetto finalizzato ad una migliore comprensione dei processi e delle dinamiche che interessano da un lato il fenomeno e dall’altro le politiche adottate per contrastarlo e/o limitarne la diffusione, con l’obiettivo di offrire ai decisori politici, nazionali e locali, un quadro conoscitivo esaustivo.

Le analisi sul fenomeno hanno seguito inizialmente una impostazione di tipo settoriale, con un primo studio sul settore dei servizi, a cui ha fatto seguito un approfondimento sul terziario avanzato. Successivamente è stato studiato il settore dell’agricoltura, a seguito degli eventi legati alla crisi del comparto, ma anche per il forte peso che il sommerso assume in questo settore. Sul versante delle politiche, si è proceduto in due direzioni. Da un lato mediante una puntuale.

ricostruzione del quadro normativo, finalizzata a coglierne le evoluzioni, dall’altro con attività di ricognizione e analisi delle politiche regionali di contrasto al lavoro sommerso che hanno portato a una modellizzazione delle modalità di intervento delle diverse realtà regionali sul tema, evidenziando anche i differenti modelli di integrazione tra l’attività eminentemente repressiva svolta dalle D.T.L e gli strumenti di politica attiva, tipicamente regionali. Nello specifico, dal 2005 al 2008 è stato realizzato, su incarico del Ministero del Lavoro DG Mercato del Lavoro, un progetto di rilevazione e monitoraggio degli interventi programmati e attuati con le risorse assegnate alle Regioni dell’Obiettivo 1 dalla Delibera CIPE n. 138 del 2000. Da allora l’ISFOL ha avviato una serie di attività di studio, di analisi e di monitoraggio delle politiche per l’emersione del lavoro nero e irregolare, finalizzate alla ricostruzione del quadro istituzionale e normativo delle politiche per l’emersione attivate a livello nazionale e regionale, con particolare riferimento alle misure previste nell’ambito dei piani operativi regionali FSE 2000/2006 e 2007/2013. Tutte queste attività hanno consentito all’ISFOL di svolgere un importante ruolo di supporto all’interno della rete delle pubbliche amministrazioni, rendendolo non solo soggetto capace di osservare i processi in atto, sia sul piano quantitativo sia su quello qualitativo, ma anche partner sensibile all’ascolto delle problematiche connesse all’attuazione di politiche di contrasto al fenomeno del lavoro nero.

A partire dal 2012, pur mantenendo invariato lo schema di analisi, basato sulla conoscenza del fenomeno e delle politiche, si è deciso di spostare il punto di osservazione, analizzando il lavoro sommerso e irregolare non più con riferimento ai settori, ma alle persone e prendendo in considerazione alcune categorie “svantaggiate” che più di altre mostrano fragilità nel mercato del lavoro e di conseguenza sono maggiormente esposte al rischio di varcare la soglia del lavoro sommerso e irregolare. In particolare, si è deciso di approfondire il lavoro degli stranieri in Italia, considerando che le analisi sul mercato del lavoro in generale e quelle sul lavoro nero e irregolare nel caso specifico, non possono prescindere dalla presenza di immigrati che oggi, secondo quanto ci dicono i dati Istat, rappresentano quasi l’8% della popolazione residente in Italia. Va inoltre evidenziato che in un periodo di crisi, come quello che stiamo attraversando, sono proprio le fasce più deboli e disagiate del mondo del lavoro ad essere maggiormente esposte al rischio di lavoro sommerso e a un continuo peggioramento delle condizioni di lavoro che si vanno ad aggiungere alle condizioni di svantaggio già esistenti.

L’indagine condotta nasce, inoltre, dalla consapevolezza che la liberalizzazione dei servizi, la circolazione delle merci e delle persone, i processi di globalizzazione e di forte interrelazione tra economie di vari stati, se da un lato hanno contribuito ad elevare la competizione, lo sviluppo economico e l’occupazione, dall’altro hanno anche acuito alcuni fenomeni distorsivi, legati spesso alla necessità di ridurre i costi del lavoro. Tra questi effetti, indubbiamente quelli connessi al lavoro nero e irregolare sembrano essere predominanti. Effetti che, nel caso del lavoro degli stranieri in Italia, spesso si tramutano in vero e proprio sfruttamento della manodopera immigrata, dando luogo a fenomeni che determinano condizioni inaccettabili di lavoro nonché la negazione dei diritti più elementari dei lavoratori, rischiando, allo stesso tempo di sottoporre alcuni settori produttivi ad un regime di concorrenza sleale.

Con questo lavoro, quindi, ci si è proposti di comprendere meglio la dimensione e le caratteristiche di questi fenomeni distorsivi legati alla manodopera straniera che presentano, peraltro, forti interconnessioni e legami non solo con le procedure di ingresso degli immigrati nel nostro territorio, ma anche con questioni di natura economico-sociale professionale, assicurativa e fiscale, richiedendo, pertanto un intervento politico integrato, con la partecipazione di tutte le istituzioni coinvolte per identificare soluzioni adeguate.

Con questo lavoro si è voluto, quindi, avviare una riflessione basata sulla possibilità di approfondire entità e caratteristiche del problema al fine di fornire indicazioni utili alle istituzioni centrali e locali per la definizione di un quadro di norme e di politiche che non solo disciplinino l’accesso regolare al mercato del lavoro, ma favoriscano e supportino anche la messa a punto di interventi finalizzati alla valorizzazione del capitale umano di questa forza lavoro che, come mostrano i dati, appare in continua crescita.

L’indagine ha infatti consentito di evidenziare come, accanto a politiche di contrasto del fenomeno del lavoro sommerso e irregolare degli stranieri, appare fondamentale non solo favorire una semplificazione delle procedure di rilascio dei permessi di soggiorno e di reclutamento della manodopera, ma anche rafforzare e in alcuni casi avviare, adeguate politiche sociali e di integrazione, riguardanti gli alloggi, la formazione linguistica e scolastica, nonché promuovere il riconoscimento dei titoli di studio e delle competenze professionali e l’attuazione di adeguate riforme di più ampio respiro di natura economica, fiscale e del mercato del lavoro, che rappresentano la condizione necessaria per una efficace attività di contrasto al lavoro nero. L’indagine ha inoltre consentito di evidenziare come oggi più che mai sia necessario inquadrare il fenomeno del lavoro nero/irregolare nell’ambito di una più complessiva analisi, che abbia ad oggetto le dinamiche in atto nel mercato del lavoro e nell’economia più in generale.

In questa prospettiva, l’ISFOL intende proseguire le attività sul tema del lavoro nero/irregolare per contribuire alla definizione di un quadro di contesto sui processi in atto, sia con lo studio dell’economia informale e del fenomeno del lavoro nero e irregolare, sia con l’analisi e la valutazione delle politiche per l’emersione, attuate a livello nazionale e regionale, anche in previsione di quanto recentemente ribadito a livello europeo, con la creazione di una piattaforma europea per la prevenzione e la dissuasione del lavoro sommerso, che riunisca diversi organismi di controllo degli Stati membri, come gli ispettorati del lavoro, la sicurezza sociale, fiscale e le autorità di migrazione, e altre parti interessate, con l’obiettivo di rafforzare la cooperazione a livello europeo al fine di prevenire e scoraggiare il lavoro sommerso in modo più efficiente ed efficace.

Indagine sul lavoro sommerso ed irregolare dei lavoratori stranieri in Italia

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