Introduzione

Il tema del divario retributivo di genere (GPG) si inserisce all’interno di un più ampio contesto di diseguaglianza che le donne vivono dal punto di vista sociale, economico, di istruzione e di partecipazione. Infatti, a sessantacinque anni dalla Convenzione n.100 dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL) sulla parità di retribuzione (1951), l’ineguaglianza di genere nell’accesso alle opportunità economiche e il divario retributivo persistono ancora in tutti i paesi del mondo.

Dal 2006, il World Economic Forum (WEF) ha introdotto il Global Gender Gap Index, proprio con l’obiettivo di misurare il progresso verso la parità di genere e confrontare i divari nei paesi attraverso quattro dimensioni principali: opportunità economiche, istruzione, salute e leadership politica. Tale indice viene calcolato in 146 paesi nel mondo e, sebbene nessun paese abbia raggiunto la piena parità di genere, nel 2023 i primi nove paesi hanno eliminato almeno l’80% del loro divario. In tale contesto, l’Italia (con un indice del 70,5%) occupa il 79° posto, dopo l’Uganda e subito prima della Mongolia, perdendo ben 16 posizioni rispetto all’anno precedente. Se osserviamo poi il divario di genere con specifica attenzione alla partecipazione economica, l’Italia scende – sempre secondo l’indice del WEF – al 104° posto.

Ciò conferma un rallentamento costante della parità di genere nel nostro paese e un netto svantaggio per le donne rispetto a tutte le componenti della vita. Chiaramente, l’impatto del divario retributivo di genere sull’empowerment economico è notevole: quando le donne sono pagate meno degli uomini per lo stesso lavoro, vengono limitate anche le loro opportunità di avanzamento di carriera e diviene più difficile per loro entrare in settori più remunerativi. Ciò può creare un ciclo di disuguaglianza che perdura per tutta la vita lavorativa.

Questo paper si propone di esaminare il divario retributivo di genere osservando le caratteristiche e il posizionamento dell’Italia nel contesto europeo ed indagando con particolare attenzione le dinamiche di tale divario nel nostro paese ed in modo mirato sull’industria e i settori di rappresentanza della Filctem.

Prodotti correlati