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Costi ed Efficacia del Servizio Sanitario Nazionale

Il Sistema Sanitario Nazionale italiano (SSN), istituito con la legge 833/1978, è costituito dall’insieme delle strutture, dei servizi e delle attività che hanno lo scopo di garantire a tutti i cittadini un accesso universale alle prestazioni sanitarie, concorrendo in questo modo a promuovere, mantenere e recuperare la salute fisica e psichica di tutta la popolazione.

Il SSN ha subito grandi mutamenti nel corso degli anni e le riforme che lo hanno interessato a partire dagli anni Novanta1 – fino agli ultimi provvedimenti sul contenimento della spesa e del Patto della Salute – sono state portate avanti con un triplice obiettivo:

  1. Attuare il principio di sussidiarietà nel settore sanitario, attraverso il conferimento alle Regioni della gestione e organizzazione dei servizi di assistenza;
  2. avviare l’aziendalizzazione delle strutture sanitarie;
  3. migliorare l’efficienza del settore, attraverso l’obbligo del pareggio di bilancio da parte delle Regioni.

Per quel che riguarda l’ultimo punto, va qui evidenziato che il processo di rientro dal debito cui hanno dovuto far fronte numerose Regioni, associato alla difficile congiuntura economica, ha messo in grande difficoltà l’intero sistema, con conseguenze che in taluni casi hanno compromesso il diritto ad un equo accesso alla cura da parte dei cittadini.

Ad oggi, al di là dei vari tentativi di cambiamento, possiamo affermare che il Sistema Sanitario Nazionale in Italia risulta essere organizzato su tre livelli: nazionale, regionale e locale. Il livello nazionale deve assicurare gli obiettivi generali e i principi fondamentali del SSN, con il Ministero della Salute che ha il compito di determina i servizi sanitari garantiti in tutto il paese e di assegnare i fondi alle regioni. I governi regionali hanno invece l’obbligo di garantire l’insieme dei servizi attraverso la rete delle aziende sanitarie locali (ASL) e attraverso l’assistenza territoriale.

È quindi evidente che in una struttura così composta, la “qualità” delle politiche sanitarie e dei processi di governance definiti a livello territoriale vincolano il funzionamento dei servizi e delle strutture presenti sul territorio. Le regioni possono infatti definire dei modelli organizzativi dei servizi sanitari e sociosanitari, ovviamene nel rispetto delle prescrizioni nazionali e garantendo ai cittadini le prestazioni che rientrano nei livelli essenziali di assistenza LEA2. Altro punto nevralgico di questo modello di assistenza è costituito dal distretto sociosanitario; esso, infatti, rappresenta il luogo dell’integrazione in cui assicurare i servizi di assistenza sanitaria e sociosanitaria in linea con le specificità dei contesti territoriali e dei loro fabbisogni. Un servizio che va dalla medicina di base all’assistenza farmaceutica, dalla diagnostica ambulatoriale ai servizi domiciliari e di consultorio, dalle strutture semiresidenziali e residenziali (residenze per gli anziani e i disabili, centri diurni, case famiglia e comunità terapeutiche).

Vista la rilevanza della rete territoriale appare interessante analizzare in questo lavoro l’architettura del sistema locale: il numero di ASL e Distretti sanitari nelle diverse Regioni.

Costi ed Efficacia del Servizio Sanitario Nazionale

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