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Nei giorni scorsi, Ares 2.0 in partenariato con l’università telematica Unitelma Sapienza ha inviato la propria candidatura alla call for tenders “Follow-up study on Trade Union practices on non-discrimination and diversity” della DG Justice della Commissione Europea.

L’obiettivo è di mettere in campo un progetto di ricerca comparata, che combini la metodologia qualitativa con quella quantitativa per fornire una ricostruzione delle pratiche sindacali antidiscriminazione messe in campo dalle organizzazioni sindacali in 39 diversi paesi europei.

Il coordinamento scientifico del progetto è stato affidato alla professoressa Ida Regalia, la quale sarà coadiuvata nel suo lavoro da un team di esperti nel campo delle relazioni industriali, delle discriminazioni etniche e di genere e degli assetti giuridici europei.

Al fine di garantire un’efficace raccolta dei dati, oltre allo staff di Ares 2.0 e dell’università Telematica Unitelma Sapienza, è stata attivata una fitta rete di giovani ricercatori internazionali, operanti nei diversi contesti europei, che dovranno prendere contatto con le organizzazioni sindacali e raccogliere le informazioni necessarie alla realizzazione dello studio.

L’attività di ricerca, infatti, prevede la mappatura di tutte le pratiche sindacali antidiscriminazione realizzate dalle organizzazioni sindacali aderenti alla Confederazione Europea dei Sindacati (ETUC/CES) e la costruzione di un database che consenta una loro prima classificazione e una loro analisi di tipo quantitativo. Successivamente, le 45 esperienze più significative saranno analizzate in profondità attraverso la realizzazione di altrettanti studi di caso.

Questo percorso di ricerca porterà alla pubblicazione di un report finale in cui saranno tratteggiate le principali caratteristiche delle pratiche sindacali antidiscriminazione all’interno del perimetro europeo. In particolare, il report proverà ad evidenziare i fattori che favoriscono il successo o l’insuccesso di tali pratiche al fine di fornire alcune indicazioni di policy.
Infine, i risultati della ricerca saranno presentati in una conferenza finale a Bruxelles, in cui saranno invitati a partecipare non solo gli esponenti del mondo sindacale, ma tutta una serie di stakeholder internazionali. Si tratta di un elemento importante in quanto, il fine ultimo del progetto è quello di stimolare una riflessione sul tema delle diseguaglianze e delle discriminazioni, coinvolgendo i diversi attori che a vario titolo possono favorire dei reali processi di inclusione sociale.

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